Una domenica a Palermo: dal mercato di piazza Marina alle meraviglie dell'Orto Botanico


Che Palermo sia una città dalle mille sfaccettature è noto a tutti. Il capoluogo siciliano è ricco di cose da fare e vedere, tra meravigliose piazze e monumenti, ed il suo incredibile fascino è evidente a tutti, un dato di fatto sicuramente inopinabile. Ma ciò che stupisce veramente di questa storica città è la quantità di opportunità offerte ai visitatori. Sono talmente tante le esperienze da vivere, che spesso alcune di esse sono addirittura sconosciute anche ai palermitani stessi. Per questo motivo intendo suggerirvi una suggestiva“possibilità”: trascorrere una domenica diversa ma incredibilmente “culturale”, una passeggiata che vi porta da Piazza Marina fino all'Orto Botanico.

Il mercato di Piazza Marina

Per i collezionisti appassionati di oggetti vintage e roba d'antiquariato, ma anche per i cacciatori di opportunità sempre pronti a chiudere un affare, il mercato di Piazza Marina è una istituzione. La piazza infatti – di per sé bellissima per la presenza di attrattive come Palazzo Steri, sede del Museo dell'Inquisizione nonché dell'originale tela di Guttuso "La Vucciria", e Villa Garibaldi – acquista ancor più valore ogni domenica mattina riempiendosi di banchi e banchetti di ogni genere. Queste piccole e caratteristiche bancarelle sono principalmente allestite da privati che vendono tutto ciò che hanno accumulato e non usano più. Chiunque disponga di un gran numero di oggetti da smaltire può quindi ritagliarsi un piccolo spazio e vendere la propria roba racimolando qualche soldo. A Piazza Marina si trova veramente di tutto: dischi in vinile, bici usate, accessori moda, ricambi elettronici ed oggetti di varia natura. Non manca proprio nulla, dai servizi di piatti e bicchieri ai televisori d'epoca, dalla bigiotteria ai moderni apparecchi tecnologici. Gli affaroni migliori si chiudono negli ultimi minuti, poco prima che tutti smontino per tornare a casa. Ma una classica domenica palermitana non è tale se non ci si concede un pranzo degno della tradizione culinaria Siciliana. D'altro canto, è anche grazie all'eccezionale unicità e varietà del cibo palermitano che il capoluogo siciliano risulta sempre nelle classifiche delle città da visitare in Italia. Ed allora, ligi alla tradizione, sempre in Piazza Marina si trova uno dei locali più rinomati di tutta Palermo per chi ama lo street food: "Franco u Vastiddaru". Prima di raggiungere l'Orto, deliziate il vostro palato con lo squisito "Triplo", un panino farcito con melanzane fritte, panelle e crocché, tipico cibo da strada famoso ed apprezzato in tutto il mondo. E dopo questo tripudio di sapori e profumi della vera Palermo, ci si dirige verso il giardino Botanico attraverso la "Passeggiata delle Cattive".

Passeggiata delle Cattive

Sulla strada che porta all'Orto Botanico troviamo un interessante monumento ottocentesco: un percorso rialzato rivolto verso il mare, che affaccia sull'odierno Foro Italico. Il nome di tale percorso, appunto "Passeggiata delle Cattive" è dovuto ad una antica usanza che voleva che esso fosse luogo di passeggio frequentato dalle vedove della città. Il termine "Cattive" infatti deriva da "Captivae" ovvero prigioniere, e le vedove erano viste come prigioniere del proprio lutto. Secondo un'altra credenza popolare, la terrazza non era frequentata da semplici vedove, bensì da donne che non erano state fedeli con i propri mariti e perciò considerate "cattive" dai concittadini. Delle due, quale sia effettivamente la versione più verosimile non è dato saperlo.

Orto Botanico


Fiancheggiando il lungomare ed il prato del Foro Italico si giunge fino a Via Lincoln. Qui si trova l'Orto Botanico cittadino, che ospita oltre 12.000 specie vegetali differenti. Il territorio è suddiviso in quattro sezioni e contiene ben sei serre al suo interno. L'intera area è esplorabile seguendo un itinerario che porta alla scoperta delle affascinanti "attrattive naturali", particolarmente apprezzate dal letterato tedesco Goethe durante il suo Grand Tour in Sicilia. Curiosità: da qualche tempo è divenuto habitat di una colonia di pappagalli fuggiti dalla vicina Villa Giulia, i quali sono riusciti ad adattarsi perfettamente all'ambiente naturale subtropicale ricreato negli spazi dell'orto.

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