Panama, paradiso da scoprire

Vacanza nel piccolo Paese dell’America latina tra atmosfere coloniali e paesaggi mozzafiato.


Per i prestigiosi National Geographic e New York Times Panama rientra tra le 45 mete turistiche imperdibili di quest’anno e il motivo è facilmente comprensibile: 3mila chilometri di costa con spiagge bianchissime, 2mila isole, 15 parchi nazionali, buon cibo e tanti percorsi storici tra cui il camino real, antico punto di smistamento dei tesori diretti in Spagna, e il camino de cruces dove transitavano fortune e gioielli verso l’Europa. E ancora 5 siti patrimonio mondiale dell’Umanità che testimoniano una ricca storia coloniale, perlopiù caratterizzata dall’immenso canale, simbolo del Paese, la cui costruzione nel 1920 ha influenzato la vita della popolazione, innescando una rivoluzione tra Stati Uniti e Colombia che ha portato alla nascita della Repubblica di Panama nel 1977.



Sono pochi gli operatori che propongono il piccolo Paese dell’America latina, ma il viaggio si può organizzare facilmente da soli. Panama accoglie i suoi visitatori nella città omonima, il cui quartiere storico - casco viejo - è stato dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Qui, infatti, si concentra gran parte della ricchezza storica del Paese e, passeggiando tra le viuzze acciottolate del centro, si respira un’atmosfera coloniale e si scoprono piccoli e grandi tesori architettonici oltre alle rovine delle antiche fortificazioni risalenti all’impero inca: edifici coloratissimi tra cui il palazzo presidenziale, chiamato Las Garzas per la presenza di aironi nel cortile; chiese barocche come San José, che conserva il più prezioso altare della città; piccoli ed eleganti boutique hotel dove si alloggia e splendide piazze dove si fa shopping e ci si gode la favolosa cucina etnica che, secondo gli esperti, è la migliore dell’America Centrale.

Tre sono gli indirizzi gastronomici da non perdere nel centro storico: Manolo Caracol, ristorante alla moda in un’antica struttura coloniale dove si beve ottimo vino e si degustano tapas di ogni genere; S’cena, elegante locale dove si mangiano piatti creativi e si ascolta ottimo jazz; El Trapiche, tipica trattoria dove si assaporano a prezzo fisso ricette della cucina panamense. La gastronomia locale rispecchia chiaramente la storia del Paese, terra di passaggio tra due mondi - dal Pacifico al Caribe - e di etnie e culture diverse (7 sono i gruppi etnici autoctoni): dal pesce (aragoste, polpi e pescado del día) alla carne (pollo e maiale) accompagnata da profumatissime spezie; dal riso e fagioli ai deliziosi frutti tropicali (manghi, guaiave e banane). La cottura dei cibi, invece, è un’eredità degli indios kuna e regala ottime empanadas, sfoglie fritte ripiene di carne macinata, le tipiche carimanolas, crocchette fritte a base di yucca, e il tamale, un involtino speziato fatto con farina di granturco, farcito con carne di pollo o di maiale, avvolto in foglie di banana e poi bollito.

Il resto della città di Panama City, che si estende lungo il litorale di un’ampia baia sul Pacifico, ha un aspetto moderno, cosmopolita, dove tra grattacieli e avenidas piene di traffico c’è un’incessante movida notturna. E’ anche però l’unica capitale al mondo con più di 200 ettari di foresta pluviale all’interno del Parco nazionale metropolitano.

Non si può lasciare la città se prima non si fa un giro tra le boutique e i mercatini alla ricerca dei prodotti artigianali: dagli eleganti copricapi di paglia, un’icona per chi ama i cappelli, alle borse intrecciate e alle statuine intagliate nel legno.

Dalla città ci si sposta tranquillamente dalla costa caraibica al Pacifico, alla scoperta di spiagge bianchissime e tranquille e di un mare trasparente, punteggiato da tantissime isole dove trascorrere momenti di totale relax. A meno di un’ora dalla capitale, sempre sulla costa del Pacifico, si trova playa Leona, un’incantevole spiaggia immersa nel verde, abitata da una comunità che ancora vive esclusivamente di pesca e agricoltura. E’ un tratto di costa ancora poco conosciuto e poco sfruttato dal turismo ma, proprio per questo, da vedere e da esplorare anche grazie a una nuova strada che permette di raggiungerla facilmente.

Altrettanto affascinante è l’arcipelago di San Blas - 370 isolotti, di cui solo 80 abitati, incastonati nel mar dei Caraibi da scoprire in barca - famoso per la bellezza selvaggia delle sue spiagge orlate di palme; qui vivono i Kuna, una popolazione indigena che ha saputo preservare le proprie antichissime tradizioni e la propria cultura.

Sempre via mare si arriva sulla piccola isola di Boca Brava, che ospita un delizioso resort (Cala Mia Boutique Resort) e il Parco nazionale della vita marina locale. Da qui si parte alla volta di Boquete, conosciuta anche come la “piccola Svizzera” di Panama: circondata da montagne lussureggianti - Volcan Barú a ovest, Cerro Azul e Cerro Estrella a est – è il fulcro dell’industria del caffè ed è diventata un importante centro turistico grazie soprattutto al clima, ottimo tutto l’anno.

A nordest di Panama, l’arcipelago Bocas del Toro, dove il colore bianco delle spiagge contrasta con il verde brillante delle montagne, regala le più belle immersioni del Paese: è composto da sei isole e da diverse decine di atolli corallini, ricoperti da fitte foreste e circondati da acque dai mille colori. Tra le isole più belle ci sono Isla Bastimentos e Isla Solarte, dove si fa anche surf, e Isla Colón, la più grande, dove di notte si avvistano le tartarughe marine.

Chi ama fare immersioni ha tanti altri angoli di paradiso da scoprire: Portobelo, città storica del Paese, offre emozionanti visite subacquee mentre al largo di Colón, città della costa caraibica che si raggiunge da Panama City a bordo del caratteristico treno transoceanico, è stato ritrovato il relitto di una nave del XVII secolo che secondo gli esperti sarebbe la nave del leggendario pirata Henry Morgan, affondata nel 1671. Si possono fare immersioni anche nel Canale, nella baia di Panama o al largo dell’isola sabbiosa di Taboguilla e di Taboga, caratterizzata da un’imponente barriera corallina.

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